Ai test di apprendimento è stato assegnato un ruolo molto importante nella società contemporanea, ma sono davvero efficaci per valutare le qualità di uno studente e capire se avrà successo nella vita? In queste pagine il premio Nobel per l'economia James J. Heckman offre una riflessione sul test cognitivo americano, il GED (General Educational Development). Avvalendosi di ricerche empiriche, Heckman e il suo collega Kautz dimostrano che il GED non riesce a misurare le qualità più importanti di un individuo giunto al termine del percorso scolastico, perché si basa esclusivamente su aspetti mnemonico-cognitivi e non tiene quindi conto di alcune fondamentali caratteristiche della persona: estroversione, amicalità, coscienziosità, stabilità emotiva, apertura all'esperienza. Per anni denominate in senso riduttivo soft skills e oggi definite da Heckman character skills, queste qualità possono essere non solo valutate, ma anche insegnate. Soltanto analizzando il character degli studenti in interazione con i risultati dei test si potrà comprendere se possiedono le caratteristiche necessarie per una buona riuscita nello studio, nel lavoro e nella vita, soprattutto nella complessità del mondo attuale.